Il Circolo dei Medici Iscriviti gratis

Il Circolo dei Medici · per medici, biologi nutrizionisti e farmacisti

Negli esami che il paziente ha già c'è più di quanto il referto dica.

Al Circolo dei Medici lo si impara a leggere, insieme, tra colleghi.

Ogni serata del Circolo diventa un Quaderno.

La paziente era passata per esami di routine. Niente di speciale: un emocromo, come se ne vedono decine alla settimana.

Il referto non segnalava nulla. Nessun valore fuori range, nessun asterisco, niente in grassetto. Il tipo di foglio che si scorre in dieci secondi e si archivia.

La sua dottoressa invece si è fermata. Ha messo alcuni valori in rapporto tra loro, ha fatto un calcolo a mano, e il calcolo non tornava. Ha mandato la paziente dall'ematologo, subito.

L'ematologo ha fatto altre indagini e ha confermato. Poi ha fatto una cosa che i medici fanno di rado. Ha chiesto alla paziente di tornare dalla sua dottoressa, di ringraziarla e di farle i complimenti. E di dirle che pochissimi sono capaci di capire una cosa così, da pochi dati dell'emocromo.

Quella dottoressa non aveva un esame in più degli altri. Aveva lo stesso foglio che hai anche tu sulla scrivania. Lo leggeva in un altro modo.

Questa pagina parla di quel modo. E del posto dove si impara.

Il referto non mente. Tace.

Ogni giorno passano dalla tua scrivania referti onesti. Dicono la verità, valore per valore. Ma rispondono solo alla domanda che gli è stata fatta, e la domanda, quasi sempre, è una sola: questo numero è dentro o fuori dall'intervallo?

È una domanda utile. Non è l'unica.

Un emocromo non è una lista di valori. È un insieme di rapporti. Un profilo lipidico non dice soltanto quanto colesterolo c'è: contiene, già scritti, i numeri per capire su quali particelle viaggia. Una glicemia perfetta può convivere per anni con un pancreas che lavora sempre di più per tenerla perfetta.

Niente di tutto questo richiede un esame nuovo. Richiede uno sguardo diverso sugli esami che il paziente ti porta già. Ecco tre esempi, presi dalle serate del Circolo.

L'emocromo che tutti danno per scontato

È l'esame che c'è in ogni routine. Ed è, per molti, il più trascurato: lo si guarda per cercare un'anemia o una leucocitosi, e si passa oltre.

Al Circolo, Giuseppe Di Fede gli ha dedicato un corso intero: tre serate sulla lettura avanzata dell'emocromo, con gli emocromi letti dal vivo e le domande dei colleghi in chat. È da lì che veniva la dottoressa dell'inizio.

Che cosa si impara? A non leggere un valore alla volta. A guardare come i valori si muovono insieme, e come cambiano nel tempo. Uno degli argomenti più citati dai partecipanti, a corso finito, è l'inversione della formula leucocitaria.

«L'inversione della formula è uno degli aspetti più misconosciuti dai professionisti in generale […] Importantissimo fare luce su questo e promuoverne l'importanza clinica.»

Dott.ssa Sara Laudani Pavia

«Avendo lavorato per circa 40 anni in Ematologia ed Emostasi ho rivisto i miei referti e le mie disquisizioni cliniche.»

Dott. Maurizio Maresca Napoli

Quando un ematologo con quarant'anni di mestiere scrive di aver riletto i suoi referti, vuol dire che in quel foglio c'era davvero qualcosa che non si vedeva.

E c'è chi, finito il corso, non ha più smesso di esercitarsi.

«Sto tediando tutti amici e parenti (i pazienti sono obbligati) che per qualche motivo hanno fatto emocromo di inviarmene copia, per fare esercizio.»

Dott.ssa Valeria Scionico Genova

«Con questi vostri webinar mi accorgo di avere conoscenze uniche rispetto a tanti medici anche specialisti.»

Dott. Antonio Cestone Poggibonsi

La glicemia perfetta da quindici anni

C'è una storia che il Circolo ha raccontato all'indietro, partendo dalla fine. L'abbiamo mandata ai colleghi in una mail, a maggio, per annunciare una serata. Eccola, com'era.

Oggetto: A ritroso, una placca

Cosa racconta una placca aterosclerotica matura?

  1. Indietro nel tempo: il macrofago rimasto intrappolato nelle sue fondamenta.
  2. Indietro ancora: l'LDL ossidata che il macrofago ha fagocitato.
  3. Indietro ancora: l'iperinsulinemia che ha generato l'LDL piccola e densa.
  4. Indietro ancora: il pancreas che ha cominciato a compensare quindici anni fa.

Ogni placca, letta a ritroso, è un film. E come ogni film, va guardata fino all'ultima scena per capire da dove era partita.

Quel macrofago, prima di morire intrappolato nella tonaca intima, era una cellula del sistema immunitario che faceva esattamente il suo lavoro: ripulire il sangue da particelle danneggiate. Lì sotto, in quel preciso tratto di arteria, ce n'erano troppe. Troppe LDL piccole, dense, ossidate. Ne ha fagocitate una, due, dieci, cento — finché non si è gonfiato, schiumoso, immobile. Foam cell. Funerale silenzioso.

Eppure quelle LDL piccole e dense non erano colesterolo "cattivo" per nascita. Erano LDL normali, partite dal fegato come VLDL ricche di trigliceridi, smontate per strada dalla LPL, depredate del loro colesterolo dalla CETP, scaricate del loro grasso dalla lipasi epatica. Più si svuotavano, più diventavano piccole. Più diventavano piccole, più erano facili da ossidare. E più erano ossidate, più i macrofagi le riconoscevano come bersaglio.

Riavvolgiamo la pellicola ancora un fotogramma.

Cosa aveva messo in moto la macchina? Un fegato che produceva troppe VLDL. Cosa aveva sovraccaricato il fegato? Una lipogenesi de novo accelerata. Cosa aveva acceso la lipogenesi de novo? L'iperinsulinemia. E cosa aveva generato l'iperinsulinemia? Un pancreas che, anni prima — quando la glicemia era ancora perfetta sui referti — aveva cominciato a produrre più insulina per forzare cellule che rispondevano un po' meno al segnale.

Quel pancreas, nessuno se ne accorgeva.

La glicemia era nei range. Il colesterolo totale era discreto. L'emoglobina glicata era a posto. E intanto, sottotraccia, partiva la catena che vent'anni dopo si sarebbe materializzata in una placca coronarica.

Questa è la storia che vogliamo raccontare martedì sera.

Non il colesterolo come nemico isolato. Non l'LDL come numero da abbattere. Ma l'effetto domino — insulina, LDL, stress ossidativo — letto a ritroso, dalla placca al pancreas. Perché ogni cartella clinica, come ogni film, va guardata fino all'ultima scena per capire da dove era partita.

A presto,
Il team Vanda

Ogni referto, preso da solo, diceva: tutto bene.

Eppure i numeri per accorgersene c'erano. Trigliceridi e glicemia, due esami che il paziente fa sempre, messi insieme in un calcolo, segnalano l'insulino-resistenza quando la glicemia, da sola, non si è ancora mossa. Colesterolo totale, LDL e HDL, con una sottrazione fatta a mano, dicono quanto colesterolo viaggia sulle particelle ricche di trigliceridi.

Sono calcoli che stanno su un foglio di carta. Al Circolo sono finiti in una checklist, «Quanto e quale», con i valori di riferimento indicati dai relatori e i momenti in cui fermarsi a farli.

Il valore a margine

Un paziente di settant'anni. LDL nei limiti, anzi basse. Il referto che, in ambulatorio, chiude la conversazione sul rischio cardiovascolare.

Le sue arterie, intanto, continuavano a chiudersi. Calcificazioni, stenosi, uno stent. Poi le carotidi ispessite, un altro intervento, un altro ispessimento.

Sul suo referto c'era un valore che si guardava di sfuggita: la PCR, sempre un po' sopra i limiti. Un fuoco acceso, segnalato a ogni controllo, che nessuno era andato a cercare.

Quando il paziente è arrivato da Giuseppe Di Fede, voleva solo capire. Di Fede gli ha fatto una domanda: qualcuno ha controllato il tuo grado di infiammazione, oltre al colesterolo? Poi ha chiesto al laboratorio qualche esame in più. L'E-selectina, che misura quanto è acceso l'endotelio, era a 140. Il riferimento è sotto 70.

Il paziente con le LDL in regola
EsameIl pazienteRiferimento
PCR, già sul refertotra 5,8 e 6,5sopra i limiti
E-selectina, l'endotelio acceso140sotto 70

Il referto diceva quanto colesterolo aveva quel paziente. Nessuno aveva chiesto quale, né che cosa stesse succedendo alla parete delle sue arterie. Il caso è stato discusso al Circolo il 29 settembre, davanti a quasi trecento colleghi, ed è raccolto nel Quaderno n. 8.

Tra colleghi

Perché insieme, e non da soli

Potresti chiederti: se è tutto scritto sui referti, perché non studiarlo per conto proprio?

Perché un ragionamento clinico non si impara da una tabella. Si impara vedendo qualcuno che lo fa, e potendogli chiedere, nel momento in cui ti perdi: «Questo passaggio me lo spieghi meglio?»

«La teoria me la leggo sul libro, ma l'esperienza della pratica clinica viene trasmessa da chi ne sa più di me. […] Vi garantisco che questo lo fanno veramente in pochi.»

Dott. Claudio Giardina, Roma

E perché, insieme, si vedono cose che da soli non si vedono. All'inizio dell'ultima serata sul colesterolo è stata fatta una domanda semplice: «Colesterolo. Qual è la prima parola che vi viene in mente?». La chat si è riempita in pochi secondi.

  • Statine
  • Placca
  • Infarto
  • Mattone per le pareti cellulari
  • Il substrato degli ormoni steroidei
  • Il grande incompreso
  • Olio del motore

Metà dei colleghi pensava alle arterie. L'altra metà alle membrane, agli ormoni, alle difese. Nessuno dei due gruppi aveva torto. Messi insieme, hanno costruito la serata: lo stesso protagonista, in due film diversi.

Questo è il Circolo. Un gruppo di pari che si danno del tu. Nessuno sta sopra o sotto, nessuno si dà arie, non si cercano capri espiatori. Chi ha un dato lo mette sul tavolo, e si prova a capire insieme.

Come funziona

Un martedì al mese, alle 18

  1. Prima

    Online. Un'ora prima ti arriva il link: clicchi, ed entri.

  2. Durante

    Un relatore porta un tema e lo smonta pezzo per pezzo. La chat è aperta dall'inizio alla fine, e le domande arrivano in diretta ai relatori. Puoi intervenire, oppure ascoltare: spesso è la domanda di un altro a mettere a fuoco il punto che interessava a te.

  3. Dopo

    Se il martedì sei in studio, c'è il replay.

«Non ho mai amato i webinar. Li trovavo difficili da seguire perché spesso il tono del docente era monocorde […] Nelle vostre lezioni ho trovato profondità di trattamento degli argomenti unita a chiarezza espositiva […] tanto che arrivati alla fine si vorrebbe già un'ulteriore lezione.»

Dott.ssa Germana Lops farmacista, Milano
I Quaderni

Poi la serata diventa un Quaderno

Le relazioni scritte per intero, il dibattito, le domande della chat, gli strumenti da usare in ambulatorio. Sulla copertina c'è scritto 136 euro. Agli iscritti non costa niente: si richiede, e arriva a casa, stampato, finché ci sono copie.

  • n. 3 · aprile 2026. TNF-alfa, la molecola dal nome sbagliato.
  • n. 7. Il collagene spiegato bene.
  • n. 8. Stesso attore, due film. Il colesterolo che regola le difese.

«L'invio dei materiali cartacei direttamente a casa ti faceva sentire parte di questa trama: immersivo!»

Dott.ssa Maria Gabriella Rompianesi Modena
Al Circolo

Alcune delle cose che troverai

  • Il calcolo che si fa a mano su un emocromo «normale», e che pochissimi sanno fare
  • Che cosa ti dice l'inversione della formula leucocitaria quando la vedi cambiare nel tempo
  • Glicemia 88, paziente magro: il calcolo di un minuto che dice che qualcosa si sta preparando
  • Gratis, sul referto che il paziente ha già: i due rapporti che quasi nessuno calcola
  • Il secondo valore delle LDL, quello che il profilo lipidico non stampa
  • Perché la PCR, da sola, dice che c'è un fuoco ma non dove brucia
  • Vene pulite, arterie chiuse, stesso sangue: dove comincia davvero la placca
  • Il marcatore che si alza prima dell'infarto, e si dosa senza un prelievo di sangue
  • Un ANA positivo, con tutto il resto negativo: l'esame lipidico che conviene aggiungere
  • Quando gli esami sono «nella norma» e il paziente non lo è: da dove partire
Chi parla

Dall'altra parte dello schermo

Dott. Giuseppe Di Fede

Il punto di riferimento del Circolo. Fondatore e direttore sanitario dell'IMBIO di Milano.

Prof. Serafino Fazio

Internista e cardiologo, già professore associato di Medicina interna alla Federico II di Napoli. Oltre 165 articoli su riviste come il New England Journal of Medicine e Circulation.

Prof. Paolo Bellavite

Ematologo, già docente di Patologia generale all'Università di Verona.

Dott.ssa Flora Affuso

Geriatra e internista, che ha portato al Circolo l'insulino-resistenza nella salute della donna.

7.000iscritti: medici, biologi nutrizionisti e farmacisti da tutta Italia
Per chi è

Per chi è, e per chi no

Il Circolo è per chi, davanti a un referto nella norma e a un paziente che non sta bene, non si accontenta. Per chi ha voglia di chiedere «perché» ad alta voce, e di sentire come ragiona un collega che ci ha già pensato.

Puoi avere quarant'anni di professione alle spalle o essere all'inizio. Un collega l'ha scritto così, a corso finito:

«Lo consiglierei sicuramente ai colleghi, sia a quelli come me che hanno frequentato l'Università più di 40 anni fa ed hanno bisogno di un re-fresh, sia ai giovani colleghi che si approcciano adesso alla professione perché possano scoprire che un esame così comune può rivelare tante realtà cliniche.»

Dott. Pietro Prandi Cuneo

Non è il posto per chi cerca una risposta pronta da applicare. È il posto per chi vuole vedere come ci si arriva.

Iscrizione gratuita

Si entra con il numero d'Ordine. E con una domanda.

Non c'è una quota. Non c'è un esame di ammissione. C'è una sola condizione: essere medico, biologo nutrizionista o farmacista iscritto al proprio Ordine.

Perché gratis? Perché il Circolo è nato per una ragione sola: condividere quello che si sa, tra pari. Un sapere che si condivide non si mette dietro una cassa.

Ti chiediamo pochi dati. Ricevi la conferma, e prima della prossima serata ti arriva il link.

Porta la tua domanda. Ci conosciamo in diretta.
Il Circolo dei Medici

P.S. La prossima volta che ti passa sotto gli occhi un emocromo «normale», pensa alla dottoressa dell'inizio. Non aveva un esame in più di te. Aveva fatto un calcolo che si impara. Al Circolo, insieme, tra colleghi.